Alle origini del grattacielo, fra Chicago e New York.

di Alessandra Bettoni

Giganti di cemento, acciaio e vetro che si stagliano nei cieli delle moderne metropoli, edifici futuristici sviluppati vertiginosamente in altezza che nell’immaginario collettivo incarnano il sogno americano, i grattacieli – dall’inglese sky-scraper – rappresentano una tappa fondamentale dell’architettura, vuoi per le moderne tecniche costruttive utilizzate, vuoi per le diverse forme stilistiche adottate nel corso degli anni. 

Lo sviluppo della nuova forma architettonica verticale ha origine negli Stati Uniti, ove alla fine del XIX secolo prende piede prima a Chicago e poi a New York. Nella seconda metà dell’Ottocento infatti, molte città americane vantano già l’aspetto delle moderne metropoli, una su tutte Chicago, che mostra una forte tendenza allo sviluppo urbano. Proprio il centro di questa città viene raso al suolo dal devastante incendio divampato nel 1871. La ricostruzione di Chicago diventa quindi la prima opportunità storica che dà origine alla concezione dei grattacieli.

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Veduta aerea di Chicago, 1870
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Home Insurance Building, Chicago 1885

Il primo grattacielo della storia, l’Home Insurance Building, è progettato da William Le Baron Jenney, architetto facente parte della celebre e rivoluzionaria Scuola di Chicago nata dalla collaborazione di numerosi architetti americani con l’intento di mettere a fattor comune la propria esperienza e capacità per la ricostruzione della città. Viene ultimato nel 1885 e con i suoi 42 metri di altezza – nulla in confronto alle vertiginose altezze di quelli contemporanei, ma eccezionale per la sua epoca – porta in dote una grande innovazione: la struttura per la prima volta costruita in acciaio, seppur non ancora visibile all’esterno perchè inserita nella muratura.

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Reliance Building, Chicago 1895

Dieci anni più tardi Daniel Burnham progetta il Reliance Building, di ben 15 piani: questo è il primo grattacielo a mostrare all’esterno la struttura in acciaio, chiusa da grandi vetrate.

La scelta di sviluppare le aree urbane erigendo edifici sempre più alti non è solo dovuta ad un fattore estetico, di stile e di prestigio. E’ soprattutto dettata da ragioni concrete, ad esempio quelle economiche legate all’alto costo delle  aree fabbricabili nei centri delle nuove metropoli americane. La disponibilità di nuove tecniche di costruzione, l’utilizzo di nuovi materiali come acciaio e cemento, il miglioramento dei sistemi di fondazione e l’invenzione dell’ascensore hanno certamente agevolato la progettazione e la realizzazione di edifici multifunzionali – abitazioni, uffici, negozi, alberghi concentrati in un’unica struttura – consentendo di ottimizzare le aree fabbricabili ed incrementare i guadagni.

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Flatiron Building, NY – Foto di Maria Cristina Pasotti

Insieme a Chicago, i primi decenni del ‘900 salutano lo sviluppo urbano anche di New York con la realizzazione di alcuni fra i più noti grattacieli che popolano Manhattan, il cuore pulsante della città. Nel 1902 viene completato il Fuller Building, meglio noto come Flatiron Building che con i suoi 86,9 metri di altezza è stato uno tra i più alti edifici della metropoli.

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Chrysler Building, NY – Foto di Maria Cristina Pasotti

Tra il 1910 e il 1940 vengono costruiti i grattacieli simbolo della Grande Mela. Il Chrysler Building, ispirato allo stile art déco di derivazione francese, è noto per la sua cuspide a raggiera le cui aperture triangolari, nelle ore notturne magnificamente illuminate,         ricordano la forma dei radiatori delle automobili.

A pochi mesi dal crollo borsistico del 1929 invece, si aprono i lavori per la costruzione dell’Empire State Building. Lo studio Lamb&Harmon presenta in sole due settimane il progetto definitivo dell’edificio ideato, anche questo, in stile art déco e concepito per ospitare i numerosi uffici della città. Grazie all’efficiente organizzazione e all’avanguardia delle tecniche costruttive utilizzate, i cantieri possono ultimare la costruzione dell’edifico in meno di due anni.

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Empire State Building – Fasi costruttive

L’Empire State Building  è passato alla storia come il grattacielo dei primati: per più di trent’anni è stato il grattacielo più alto del mondo e quello più alto di New York,  quello costruito più velocemente e il primo ad avere più di cento piani. L’imponente struttura dell’Empire State Building però non ha avuto vita facile al suo “debutto”. Negli anni della grande depressione infatti gli uffici rimangono per la maggior parte sfitti, mettendo in crisi la società di gestione che per evitare il fallimento ha l’intuizione di trasformare l’edificio in un’attrazione turistica, aprendo al pubblico l’osservatorio e la terrazza panoramica che da allora sono fra le principali mete  turistiche della Grande Mela.

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RCA (ora GE) Building in costruzione – Samuel H. Gottscho, 1930

Nel 1933 infine viene inaugurato il GE Building, all’epoca noto come RCA Building, sede della Radio Corporation of America fondata appunto da General Electric nel 1919. Con la sua caratteristica forma lamellare ed i suoi 70 piani di altezza, il grattacielo è collocato all’interno del complesso multifunzionale Rockefeller Center ed è stato il primo ad essere concepito con gli ascensori concentrati nella parte centrale.  Una curiosità legata a questo imponente edificio è quella relativa alla celebre fotografia degli undici operai che consumano la pausa-pranzo penzoloni su una trave a vertiginose altezze. L’autore Charles C. Ebbets ha scattato  “lunch atop a skyscraper” nel 1932, proprio durante la costruzione del grattacielo.

 

 

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Lunch atop a skyscraper- Charles C. Ebbets, 1932

Negli anni ’30 lo skyline di Manhattan giungeva alla sua pressoché completa definizione, sulla scorta delle grandi innovazioni architettoniche della Scuola di Chicago che aveva concepito, già alla fine del ‘800,  questo nuovo modo di costruire gli edifici.

Nella seconda metà del ‘900, una nuova generazione di architetti riprenderà questa “lezione” di fine Ottocento per dare nuovo impulso allo sviluppo della città verticale con la concezione di edifici dalle altezze sempre più vertiginose, il cui primato, all’inizio del terzo Millennio si sposta dagli Stati Uniti d’America alle nazioni dell’Estremo Oriente. Ma di questo parleremo nel prossimo articolo.

Credits: Ringraziamo Maria Cristina Pasotti per averci concesso l’utilizzo di alcune delle immagini a corredo di questo articolo, fra le quali quella della Trump Tower in testata.

I cambiamenti della Manhattan degli anni ’30 sono meravigliosamente documentati attraverso le fotografie di Samuel H. Gottscho (1875-1971), fotografo newyorchese specializzato nella fotografia d’architettura, giardini e paesaggi. Le sue foto sono oggi considerate patrimonio nazionale degli Stati Uniti.

Samuel Gottscho – Manhattan in change

Samuel H. Gottscho – Foto di altri tempi

 

 

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