Ciao Ernesto!

Lo Staff Archiminimal

“Se io muoio non piangere per me, fai quello che facevo io e continuerò vivendo in te.” “Siate sempre capaci di sentire nel più profondo qualsiasi ingiustizia commessa contro chiunque ed in qualunque parte del mondo.” – Ernesto Che Guevara. 

Era la primavera dello scorso anno e a Milano, la tua Milano, c’era il sole e le strade erano piene di turisti. E’ lì che ci siamo conosciuti, in quella giornata meravigliosa piena di colori e vitalità, in una città che ti somigliava molto in quel giorno. Probabilmente è li che è nata la nostra collaborazione ed è li che abbiamo capito che avremmo percorso un pezzo di strada insieme. Tu cominciavi a stimare noi, noi cominciavamo a stimare te. Ernesto, quello che non sapevamo era che la strada da percorrere insieme non sarebbe stata tanto lunga quanto avremmo voluto e desiderato.

Eri un Signore come oramai non se ne trovano più in circolazione, sapevi sussurrare alla vita ed avevi la capacità di farti capire anche così, senza bisogno di alzare la voce. Eri un uomo affermato, con un passato ricco di soddisfazioni personali e professionali, ma ti sei messo al servizio della nostra ludica causa con l’umiltà dell’apprendista quando avresti potuto insegnare a noi moltissimo. Hai svolto anche questo compito con grande dedizione, con entusiasmo sei entrato a far parte dello Staff di ArchiMinimal, interpretando questo ruolo con attenzione, serietà e competenza. Hai sempre dimostrato tanta sensibilità ed eri dotato di una dimensione umana incredibile.

Quando pensiamo a te, non possiamo non accomunarti a qualcosa come la passione, quella che mettevi in tutto quello che facevi, condita dalla tua grande generosità e dal tuo  altruismo. Eri un amico vero e sincero per tutti quelli che la pensavano come te, ma una persona da stimare e rispettare anche per coloro i quali potevano avere un idea diversa dalla tua. La tua storia personale parla per te, sei stato un grande e quando un Uomo riesce a lasciare un traccia del suo passaggio, quell’uomo non andrà mai via davvero.

E’ con i due pensieri del Comandante Che Guevara riportati nell’occhiello che vogliamo augurati buon viaggio, perchè ci riportano a te e a tutto il tuo impegno verso i più deboli, verso gli invisibili e a sostegno degli umili.

Ciao Ernesto

 

Concludiamo, condividendo il pensiero di due persone, amiche che con te hanno condiviso l’impegno politico e sociale e la passione per la fotografia. Rita e Bianca Maria, meglio di noi possono raccontarti e ti ricordano così.

15972348_10209171595540245_6691295484736038034_oScrivere un elogio funebre è un’operazione che non faccio a cuor leggero, quanto più vissuta è stata un’amicizia, anche se di pochi anni soltanto. Ma voglio ricordare Ernesto Pasquali per la sua simpatia e ironia, frutto di una mente aperta e presente nel mondo, limpida e diretta. Ernesto, non riesco a separare l’uomo, dal fotografo e dal cittadino politicamente impegnato, perché in queste qualità ho avuto modo di conoscerti e apprezzarti. Abbiamo condiviso da buoni amici idee di rinnovamento urbanistico della nostra città che tu, da esperto architetto, hai sempre guardato con occhio attento e grande penetrazione fotografica, sapendo individuare geometrie, forme e dettagli, conferendo ai tuoi lavori un taglio del tutto personale, non scontato. Proprio come fotografo ti conobbi sulla pagina di Facebook ‘Note Fotografiche’, alla quale hai dato un robusto contributo con le tue immagini di piazza Gae Aulenti e dei modernissimi manufatti di Parigi, vero fiore all’occhiello nell’ambito della tua produzione fotografica.

Nel gruppo Archiminimal del quale mi invitasti a far parte, credo tu abbia dato prova di capacità, concretezza e lucidità, anche nel valutare i lavori di altri fotografi. Ti ricordo nei photowalks con altri amici quanto eri partecipe e divertito all’occorrenza, con quel tratto fanciullo di genuina curiosità e volontà sperimentale.
In politica grande sostenitore di una visione democratica e aperta di una società inclusiva, moderna ed efficiente. Ti conosco anche dedito al sociale, come soccorritore sulle ambulanze e nell’Hub milanese che accoglie gli scampati dalle guerre.In tutte queste attività non ho mancato di ravvisare la tua profonda umanità a volte celata da un approccio vagamente burbero ma sempre garbato, da vero signore.
Concludo con il bel commento di Mirella Baietti  che cito a memoria: ‘Ernesto ora potrai fotografare i palazzi celesti. Se insisti un po’ te lo lasceranno fare’. Ciao Ernesto, un abbraccio. – Rita Manganello

15896043_10209171594620222_3727605603360614946_o“Ciao Ernesto. Sono ancora attonita. Stento a credere che, se ti chiamerò al telefono per proporti una delle nostre uscite fotografiche, tu questa volta, non mi risponderai. Ci siamo conosciuti qualche anno fa, proprio grazie a quella combinazione appassionata di Fotografia ed Architettura che ci accomunava. E dopo qualche tempo, tu dicesti che eravamo “Gemellini di Fotografia d’Architettura”. Ti entusiasmavi come un bambino quando una mia angolatura su un soggetto coincideva con una visuale che avevi in mente anche tu. E me lo comunicavi subito, elettrizzato. In questa Milano che, negli ultimi anni, è venuta delineando uno skyline sempre nuovo, abbiamo condiviso l’entusiasmo per il progetto Expo che ci ha visti partire per i nostri “safari fotografici” in quel luogo fantastico di nuove forme, nuovi materiali, dove non si capiva se era più esultante il tuo sguardo di Architetto o quello di Fotografo. Quando postavo uno scatto inedito, immancabile arrivava la tua domanda: ” Dov’é ?”.  Io sorridevo e condividevo subito con te la piccola scoperta. E tu eri felice: il piacere della novità in termini architettonici si fondeva con quella di un nuovo soggetto fotografico da scandagliare, nuove visuali da esplorare, nuove angolature improbabili da azzardare. Insomma: per noi la Fotografia era divertimento puro. Tenevamo d’occhio lo sviluppo della costruzione di grattacieli, le inaugurazioni di musei e quanto di nuovo andava prendendo forma nella città. Così mi piace ricordarti in una delle nostre prime uscite fotografiche, alla scoperta della Fondazione Prada, quando mi dicesti che il mio entusiasmo per la Fotografia e quello per l’Architettura portavano nuova linfa alla tua passione ed io ne fui felice, ringraziandoti a mia volta per la generosa condivisione con me della tua esperienza di Architetto. Ci mancherai, Ernesto. Già ci manchi tanto. Una persona speciale per vitalità; pronto a sempre nuove avventure; con l’animo innato dell’ “esploratore” ; sempre nuove crociate in nome dei tuoi ideali, una mente aperta al nuovo, al diverso; grande generosità verso il tuo prossimo; la porta di casa sempre aperta ai tuoi amici. Una fortuna che non dimenticherò, quella di averti incontrato a Milano.” – Bianca Maria Rosati Vitali

 

 

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