Fotografare l’architettura – Lezione Uno

Oggi riprende il nostro percorso didattico sulla Fotografia di Architettura con la prima di otto lezioni che insieme costituiscono l’intero corso. Non è escluso però, che potremmo decidere di implementare il numero totale di lezioni con nuovi argomenti, al momento al vaglio del Professore. Salutiamo gli alunni della prima edizione, ringraziandoli per la preziosa presenza e l’affetto con cui vi hanno partecipato, e i nuovi allievi che si apprestano a vivere questa seconda esperienza. Buona lettura!

Come sapete, questo è un corso a cui teniamo davvero molto e che ha l’intento di avvicinare quante più persone possibili ad un particolare ed intrigante genere fotografico, quello rappresentato dalla fotografia d’architettura. Nella scorsa edizione, abbiamo constatato toccandolo con mano, un  notevole miglioramento tecnico realizzativo nei lavori dei partecipanti, motivo per il quale abbiamo deciso di continuare questo percorso, cercando per ciò che è possibile di migliorarlo. Lasciamo ora la parola al Prof. Alloni che ancora una volta ringraziamo di cuore per l’estrema disponibilità sempre dimostrataci e il coraggio non comune di sapersi mettere in gioco misurandosi con un’impresa così complessa. Buon lavoro a tutti!!!

 

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Questa prima “lezione” tende a richiamare le fasi principali che devono precedere e seguire uno scatto di architettura, nelle successive invece entreremo nel vivo di ciascuna di esse. Come anticipato, essendo le lezioni di tipo interattivo, vi verrà chiesto di svolgere un esercizio pratico, inizialmente non di elevata difficoltà, una sorta di “test d’ingresso” per verificare il vostro livello di preparazione e dare modo al Professore di tarare le lezioni successive sulle effettive esigenze della classe.

Ognuno di noi  prima o poi, si è trovato nella condizione di scattare una fotografia  ad un soggetto architettonico. Lo spazio che ci circonda infatti, nel quale viviamo e ci muoviamo, è stato interamente ridisegnato dall’uomo,  pertanto quasi sempre dobbiamo rapportarci con l’architettura quando decidiamo di fare una fotografia. Anche se questa non rappresenta direttamente il nostro soggetto, rappresenterà sicuramente lo sfondo della nostra fotografia e facendo quindi parte della composizione è opportuno che la si riprenda in maniera adeguata affinchè impreziosisca il soggetto.

Il tema diventa ancora più sentito, quando sono proprio gli edifici, i monumenti e le piazze i protagonisti dei nostri scatti. In effetti l’architettura rappresenta materia di ispirazione inesauribile per il fotografo, la fotografia d’architettura infatti, per molti di noi è rappresentata dalle immagini che riprendiamo per lo più durante un viaggio di piacere piuttosto che durante una gita fuori porta, basterebbe invece uscire di casa armati della nostra attrezzatura fotografica e gironzolare per i nostri quartieri per trovare tanti di quegli elementi architettonici da riprendere che neanche immaginiamo.

Il problema, che si è accentuato con la nascita dei social  e della conseguente diffusione di massa delle immagini realizzate è rappresentato dal fatto che c’è stato un appiattimento nella ricerca dello scatto personale, originale. Ci si è omologati a ciò che abbiamo già visto e allo scatto compulsivo, non pensato, non originale e personalizzato. Vero è che un elemento architettonico in sé non può raccogliere migliaia di punti di vista, quindi è facile trovare scatti e riprese simili, ciò nonostante vale la pena sempre di sforzarsi è trovare “visioni” originali e inedite.

La Fotografia è fatta di immaginazione, osservazione, fantasia, passione, dedizione, emozione, gusto estetico, gusto interpretativo, di stile, di tecnica, di conoscenza, di esperienza e di personalità! Bisogna studiare e lavorare!
La “giusta” combinazione di tutti questi fattori produrrà immagini di ogni tipo, ma non sarà mai un “miracolo perfetto”! Per questo motivo, ci sarà sempre da analizzare e dibattere, ripetendo spessissimo molte delle tematiche già affrontate.

Lezione 1

Sono poche e semplici le regole da seguire per ottenere una buona fotografia d’architettura, proviamo a catalogarle seguendo un ordine logico e sequenziale.  
  • INDIVIDUARE IL SOGGETTO ARCHITETTONICO – La prima cosa che dobbiamo fare è individuare l’elemento architettonico che vogliamo riprendere e solo successivamente decidere cosa dovrà far parte della composizione e cosa no.  
  • VALUTARE LO SPAZIO – Una volta stabilito il soggetto, dobbiamo necessariamente valutare lo spazio di cui abbiamo bisogno per riprendere ciò che ci siamo prefissati di fotografare. Ad esempio, se si vuole rappresentare un elemento architettonico nella sua interezza,  come un palazzo o una chiesa, dobbiamo avere a disposizione qualche decina di metri fra noi ed esso e con ogni probabilità, avremo anche bisogno di utilizzare un’ottica che sia dotata di una focale di tipo grandangolare.
  • METTERE L’OCCHIO NEL MIRINO – Una volta preso il giusto spazio e trovata la giusta focale con cui effettuare lo scatto non ci resta che mettere l’occhio nel mirino. Non è ancora il momento di scattare però. Prima di eseguire la fotografia dobbiamo perdere per qualche secondo di vista l’elemento architettonico e valutare se all’interno della composizione ci sono degli elementi che possano disturbarla. L’errore più comune che si commette infatti è quello di concentrarsi a tal punto sul soggetto che solo a casa, in un secondo momento, si nota di aver commesso errori grossolani che se gestiti in loco si sarebbero potuti facilmente evitare.
  • MANTENERSI LARGHI NELLA COMPOSIZIONE – Un’altra accortezza fondamentale da tenere presente è rappresentata dal comprendere nella composizione anche elementi che sappiamo già che poi in fase di post produzione saranno eliminati. In sostanza dobbiamo mantenerci “larghi” nella gestione della composizione scelta, questo perchè scattando con obiettivi grandangolari, otteniamo come risultato finale una inevitabile distorsione delle linee che invece per una buona fotografia d’architettura devono essere quanto più dritte possibili e quindi modificate in fase di post-produzione.
  • CORREGGERE LE LINEE IN POST-PRODUZIONE – Nella necessaria fase di post produzione infatti, all’atto di distorcere le linee per riportarle nella loro corretta posizione, se non abbiamo tenuto la composizione più abbondante rispetto a quanto serviva, andiamo a perdere inevitabilmente dei pezzi importanti dell’elemento architettonico. La fase di post produzione, necessaria per questo tipo di fotografie, potrebbe limitarsi notevolmente utilizzando obiettivi decentrabili, che però sono caratterizzati da un costo molto elevato.

Esercizio 1

L’esercizio che vi chiedo di fare in questa settimana è il seguente: Caricate nel gruppo Scuola  in un unico post due immagini. La prima sarà quella originale, quella in cui avrete ripreso l’elemento architettonico con la composizione più larga. La seconda invece, quella post prodotta. Nel post indicate anche di quale software vi siete avvalsi per la post produzione. Come anticipato, questo mi serve per capire il grado di preparazione di ognuno di voi per poter meglio interagire nel prosieguo. Se qualcuno di voi non fosse minimamente in grado di fare alcuna post produzione, nessun problema, si limiterà a postare solo la prima immagine. Avete una settimana di tempo per fare questo lavoro e l’elemento ripreso può anche essere il palazzo di fronte al vostro, qui l’importante è l’esercizio e non la bellezza architettonica dell’elemento ripreso. Per facilitarvi il compito ecco un esempio di cosa mi aspetto di ricevere da ciascuno di voi.

I migliori esercizi svolti verranno selezionati di volta in volta dal Professore e a fine corso, opportunamente raccolti in una collezione, costituiranno una mostra virtuale realizzata sotto forma di ebook a cura della redazione Archiminimal Blog.

Ci vediamo lunedi, buon lavoro!!! 

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