Fotografare l’architettura – Lezione Due

Buongiorno a tutti, ci teniamo a ringraziarvi per la vostra presenza e partecipazione a questo percorso a cui teniamo davvero molto. L’intento di questo corso è quello di avvicinare quante più persone possibili a questo particolare ed intrigante genere fotografico, quello rappresentato dalla fotografia d’architettura. Ma lasciamo ora la parola al Prof. Luigi Alloni che con questa seconda lezione introduce il tema dello sbilanciamento fra luci ed ombre, il nuovo argomento su cui vi eserciterete questa settimana. Ancora una volta ringraziamo il Professore per l’estrema disponibilità dimostrata e il coraggio non comune di sapersi mettere in gioco misurandosi con un’impresa così complessa. Buon lavoro a tutti!!!

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Questa seconda lezione analizza una particolare situazione in cui ognuno di noi prima o poi si è certamente trovato. Mi riferisco a quando ci troviamo nella condizione di dover comporre un’immagine riprendendo uno o più  soggetti architettonici caratterizzati da un forte sbilanciamento fra luci ed ombre. Esempi ne sono le strade strette o le piazze piccole, dove la luce diurna colpisce in maniera molto forte un lato, lasciando completamente in ombra quello opposto piuttosto che illuminare la parte alta, lasciando in ombra quella in basso. La stessa difficile condizione potremmo trovarla anche negli spazi chiusi come ad esempio i grandi spazi interni e le navate delle chiese.

In tutte queste situazioni, se non si mettono in pratica dei particolari accorgimenti in fase di realizzazione dello scatto, si rischia poi di ritrovarsi una volta a casa,  un’immagine illeggibile e non fruibile.

Analizzeremo anche un altro aspetto legato a queste circostanze, ossia la gestione delle luci e delle ombre in un’immagine di architettura. Infatti molto spesso il soggetto che vogliamo riprendere è in parte “coperto” dall’ombra proiettata su di esso da un altro elemento che può essere adiacente cosi come parte integrante del soggetto stesso. Capiremo quindi, come sfruttare a nostro vantaggio questo aspetto.

La capacità tecnica necessaria a superare e gestire al meglio queste difficili condizioni risiede nel saper bilanciare queste differenze e realizzare un’immagine che permetta all’osservatore di poter leggere entrambe le parti, quella illuminata e quella in ombra. Bisogna quindi evitare di “bruciare” i cieli e la parte delle strutture illuminate e al contempo rendere leggibili le parti in ombra.

Prima di entrare nel merito, vorrei ricordarvi che il primo manuale di fotografia da imparare a memoria è quello rappresentato dalle istruzioni della vostra fotocamera.

Lezione Due

Nell’impostazione della macchina fotografica ci sono alcune accortezze da tenere in considerazione:

  • METODO DI ESPOSIZIONE – La prima cosa che possiamo fare è quella di selezionare dal menù della fotocamera quello che per voi e per la scena che andremo a riprendere è il miglior metodo di esposizione. Se ne trovano comunemente tre:  spot, prevalenza al centro o ponderata e matrix.
    • Con la modalità spot impostiamo l’esposimetro per rilevare il valore della luce solo nell’area al centro del mirino.
    • Con la modalità a prevalenza nell’area centrale impostiamo l’esposimetro per rilevare il valore della luce di tutta l’area del fotogramma ed assegnare però maggiore rilevanza alla luminosità misurata nella parte centrale del fotogramma.
    • Con la modalità matrix, impostiamo l’esposimetro a rilevare la luce in ogni singolo settore in cui l’area del mirino viene divisa. Il processore della fotocamera raffronta le diverse condizioni di luce rilevate e le elabora per definire la corretta esposizione (valore medio). 
  • LA FUNZIONE D-LIGHTING – Se presente nel menu della nostra fotocamera – il nome si riferisce alle macchine Nikon ma sarà certamente presente anche su macchine di altre case – attiviamo questa funzionalità che estende la gamma tonale di un’immagine, permettendo una più corretta, ponderata lettura dei dettagli sia nelle zone molto esposte alla luce che in quelle completamente in ombra. La funzionalità attivata prima di scattare consente di dare una leggibilità uniforme all’immagine, evitando l’effetto “bruciatura” nelle alte luci e al contempo rendendo più leggibili le zone in ombra, schiarendole. 

Cosa fare invece in fase di scatto? Ecco alcuni suggerimenti:

  • ESPOSIZIONE PONDERATA – Oltre a sfruttare le funzionalità integrate nella fotocamera, suggeriamo di utilizzare l’esposizione ponderata, una pratica che consente di definire “manualmente” la coppia tempo-diaframma più idonea a restituire l’immagine che abbiamo in mente. Le prime cose da fare per ottenerla sono stabilire gli ISO necessari e l’apertura del diaframma desiderata a seconda della profondità di campo che vogliamo avere ed in ultimo, i tempi necessari ad avere un’esposizione corretta cosi come suggerito dall’esposimetro della fotocamera. Per definire questi tempi, puntate  l’obiettivo della vostra fotocamera verso la parte illuminata e stabilite quali dovrebbero essere i tempi necessari ad eseguire una composizione correttamente esposta come se voleste riprendere solo quella zona. A questo punto farete la stessa operazione con la parte in ombra, mantenendo inalterati i valori di ISO e diafrarmmi. Se nel primo caso i tempi suggeriti dalla fotocamera sono ad esempio 1/800 (zona illuminata) e nel secondo caso 1/60 (zona in ombra), il tempo che voi dovrete utilizzare per riprendere l’immagine puntando questa volta l’obiettivo per ottenere quella che sarà la composizione desiderata ed indipendentemente da ciò che ora vi suggerirà l’esposimetro della fotocamera sarà 1/400 circa. La media cioè fra 800 e 60.
  • ESALTAZIONE DELLE OMBRE – Se invece ci trovassimo nella situazione di avere delle ombre proiettate – da un altro elemento adiacente o di fronte – sull’elemento architettonico che intendiamo riprendere, le valuteremo con attenzione perché potrebbero conferire all’immagine un valore aggiunto: possono infatti  creare delle bellissime forme geometriche piuttosto che disegni molto nitidi. In questi casi le riprenderemo già in fase di scatto in maniera tale da poterle sfruttare al meglio. Useremo quindi un’esposizione che abbia uno stop in meno, chiudendo un po il diaframma e aumentando i tempi allo scopo di esaltarle.
  • CORREGGERE LUCI ED OMBRE IN POST PRODUZIONE – Nella fase di post-produzione è possibile intervenire per evidenziare e/o salvare le luci e le ombre riprese nella nostra immagine. Camera Raw di Photoshop offre una serie di pannelli e comandi  con i quali accentuare, schiarire, scurire e strutturare toni e viraggi della nostra immagine. Nel pannello Base andremo a modulare Luci e Bianchi per recuperare i toni chiari e Ombre e Neri per schiarire i toni scuri, utilizzeremo il cursore Chiarezza per estrarre i dettagli. Nel pannello delle Curve di Viraggio andremo a regolare le quattro aree tonali agendo sui rispettivi cursori Luce, Colori Chiari, Colori Scuri e Ombre. Anche per questi passaggi, appena pronto, vi forniremo un tutorial esplicativo. Anche in questo caso ovviamente sarà necessario poi raddrizzare le linee e resta inteso, come sempre, che la composizione dell’immagine deve essere la migliore possibile già prima di qualsiasi intervento.

Esercizio

L’esercizio che vi chiedo di fare in questa settimana è il seguente: Caricate nel gruppo Scuola  in un unico post due immagini. La prima sarà quella originale, quella in cui avrete ripreso la composizione caratterizzata da una forte differenza tonale, la seconda quella invece scattata utilizzando uno o tutti gli accorgimenti spiegati durante la lezione. Vi raccomando anche la buona gestione delle linee e di indicare nel post i dati exif. Chi avrà tempo e modo, potrà postare inoltre facoltativamente un immagine in cui avrà esaltato delle ombre proiettate da un elemento architettonico su una altro.

Di seguito, una galleria di immagini esplicative realizzate dal prof Alloni che propone delle immagini inizialmente caratterizzate da forte differenza tonale fra luci ed ombre, accuratamente corrette con le modalità evidenziate nella lezione.
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