Pillole di Archiminimal – Colore o bianco e nero?

di Alessandra Bettoni

Pillole di ArchiMinimal è la nuova rubrica del nostro Blog che ha lo scopo principale di animare le attività del nostro Laboratorio. Brevi articoli, appunti e note di interesse sui tanti aspetti legati al mondo della fotografia che hanno lo scopo di stimolare un confronto fra esperienze al fine di favorire la crescita reciproca. Siete quindi tutti invitati a seguire ed a partecipare a questo nostro nuovo interessante esperimento. Buona lettura!

Ho cominciato per caso a fotografare in bianco e nero che di fatto per me è già un’interpretazione della realtà. Tendo infatti a percepire la fotografia in bianco e nero come un fatto artistico, forse proprio perché l’occhio umano invece restituisce al cervello una visione colorata della realtà. Se al risveglio domani dovessi percepirla in scala di grigi, correrei dall’oculista! Di fronte ad un’immagine b&w non mi interrogo mai sul perché il cielo sia nero e la facciata di un palazzo attraversata da laser bianchi opalescenti, scatta quel meccanismo per cui accetto come reale quello che vedo anche se cosi non è.

Diverso è nel caso del colore. Mi capita di percepire le foto a colori come “fotocopie” della realtà, trovandole a volte banali. Nel mio caso, scattare a colori spesso si riduce a considerare questi ultimi come semplici attributi, il cielo è blu, il prato è verde, il taxi è giallo, l’insegna della metropolitana è rossa. Il soggetto delle mie composizioni quindi è rappresentato da un insieme di oggetti colorati che hanno attirato la mia attenzione in quanto armonicamente inseriti in un contesto di qualsiasi natura. Invece a volte mi chiedo se non debba essere il colore stesso il soggetto delle mie immagini.

Anche nella foto a colori quindi si tratta di “interpretare” la realtà? Per valorizzare il colore, bisogna far sì che il colore diventi il soggetto dell’immagine? Ci avete mai pensato?

Guardate le due immagini qui di seguito: sono del grande colorista, Franco Fontana che tutti noi forse ricordiamo per le foto di paesaggio con immense campiture di vividi colori, ma che in questo caso forniscono un esempio di Urban Street giocato sul colore rosso. Guardandole a posteriori, penso che tali visioni potrebbero essere alla portata di tutti, anche se poi in realtà così non è, ad esempio a me non capita quasi mai.

A quale aspetto deve quindi porre attenzione il nostro “occhio fotografico” nella ricerca di una composizione, a dei soggetti colorati inseriti in un contesto di colori che siano solo attributi o a determinare immagini in cui sia il colore stesso il protagonista assoluto, cosi come capita spesso nelle immagini del Maestro Fontana?

E se siete per la seconda opzione, il poter catturare immagini si fatte secondo voi è questione di allenamento dell’occhio o piuttosto di pazienza (ovvero mi apposto e prima o poi qualcosa capita)?

 

Se hai trovato interessante questo spunto, puoi seguire la discussione iscrivendoti al Laboratorio di ArchiMinimal – Seguici!

 

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