Fotografare l’architettura – Lezione Tre

Buongiorno a tutti, ci teniamo a ringraziarvi per la vostra partecipazione a questo percorso a cui teniamo davvero molto. L’intento di questo corso è quello di avvicinare quante più persone possibili a questo particolare ed intrigante genere fotografico, quello rappresentato dalla fotografia d’architettura. Ma lasciamo ora la parola al Prof. Luigi Alloni che con questa terza lezione, sapientemente riepiloga le principali regole della composizione, entrando nello specifico dei concetti già spiegati e da applicare in una buona composizione fotografica. Ancora una volta ringraziamo il Professore per l’estrema disponibilità dimostrata e il coraggio non comune di sapersi mettere in gioco misurandosi con un’impresa così complessa. Buon lavoro a tutti!!!

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Come tutte le fotografie, anche quella di architettura poggia saldamente sulle regole che sono alla base di questa forma d’arte. La composizione quindi, che rappresenta tutto ciò che entrerà a far parte della nostra immagine, non potrà e dovrà essere casuale ma studiata. Che si tratti di una foto realizzata in verticale piuttosto che in orizzontale, dovrà essere per forza di cose improntata al rispetto della regola dei terzi. Prima di qualsiasi passo successivo quindi vale la pena soffermarsi un attimo su questo concetto fondamentale, inquadrandolo dal punto di vista generale. Per avere una foto correttamente bilanciata infatti, il soggetto inquadrato, qualunque esso sia non dovrebbe mai essere al centro dell’immagine ma ricadere in uno dei quattro punti di forza delle linee messi in evidenza nella foto sottostante. Posizionare il soggetto al centro della fotografia renderebbe il risultato statico e noioso.

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La griglia cosi come è visibile nell’immagine sopra, potreste già trovarla nel mirino della vostra fotocamera, questa vi fornirà indubbiamente un valido supporto nella fase di scatto. La griglia con la conseguente messa in evidenza dei punti di forza determina già la posizione in cui andare a posizionare i vari elementi della composizione che abbiamo pensato. In occidente, siamo soliti leggere da sinistra verso destra, le immagini non fanno eccezione e il nostro occhio naturalmente andrà subito a posizionarsi sul punto uno per poi passare al due e via discorrendo durante la fase di lettura dell’immagine. In linea di massima due terzi dell’immagine dovranno essere caratterizzati dalla presenza del soggetto, se stiamo fotografando un cielo infatti, magari carico di nuvole ed interessante dal punto di vista fotografico, non potremo esimerci dal dedicargli i due terzi superiori, lasciando l’ultimo terzo in basso al terreno. Così come se stessimo fotografando un bel campo pieno di fiori con il cielo azzurro, dedicheremo i due terzi inferiori al campo e solo l’ultimo terzo al cielo. L’orizzonte di tutte le immagine deve essere dritto. Se per qualsiasi motivo volessimo infrangere questo aspetto della regola dei terzi, ma solo dopo averla acquisita, dovremmo farlo in maniera netta, ad esempio dando un taglio diagonale netto all’immagine, da vertice a vertice.

Per quanto riguarda la regola dei terzi applicabile alla fotografia d’architettura, le cose si fanno un po’ più interessanti e variegate. E’ sempre necessario tenere presente la regola base ma ad essa va necessariamente affiancato qualche concetto più specifico. Andremo ad analizzare ora i più importanti che indubbiamente riguardano le linee, la simmetria e la prospettiva.

LINEE

Le linee, che potranno essere verticali o orizzontali, dovranno sempre risultare allineate con la base o con i lati del fotogramma, interessante e dinamico può essere anche l’allineamento sulla diagonale.

Nella foto qui in evidenza risulta chiarissimo l’allineamento perfetto delle linee verticali, rappresentate dalle colonne laterali (utilizzate intelligentemente come cornice) e quelle orizzontali del disegno sul pavimento, con i lati del fotogramma. Risulta altresì chiaro il rispetto della regola dei terzi. Se provate infatti ad immaginare la griglia rappresentante le linee di forza e i punti di intersezione fra esse che indicano le zone auree dell’immagine, risulterà chiaro che proprio su quei punti poggiano gli elementi chiave dell’immagine. Ecco, questo è un modello classico di inquadratura perfetta e senza sbavature.

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Foto da Web

Le linee possono anche essere utilizzate per conferire un maggiore impatto emotivo alle immagini, come nell’esempio riportato nelle foto che segue. Evidente il taglio diagonale netto che regala alla composizione una dinamicità particolare, un diverso punto di osservazione.

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Foto Luigi Coluccia

Oppure si possono invece sfruttare le linee curve presenti nell’elemento, in questo caso oltre a conferire dinamicità all’immagine le si dà anche direzionalità.

In questa immagine le linee curve guidano l’occhio dando direzione all’immagine, mantenendo sempre equilibrata la composizione e l’allineamento verticale delle linee con i lati verticali del fotogramma.

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Foto da Web

SIMMETRIA

Altro fondamentale elemento della composizione dell’immagine d’architettura è senz’altro rappresentato dalla simmetria. La composizione simmetrica, generalmente gradevole all’occhio dell’osservatore, è in grado di creare un senso di equilibrio complessivo dell’immagine. Un’immagine simmetrica è già di per sè un’immagine bilanciata, un’immagine leggibile. Nella scelta compositiva quindi va inserito nella parte destra un numero di elementi numericamente uguale a quelli presenti nella parte sinistra. Lo stesso accade per la parte superiore e quella inferiore dell’immagine, se questa è verticale. Le linee cadenti poi verranno fatte confluire nei quattro vertici dell’immagine in maniera speculare. Non è necessario inoltre che la simmetria sia rappresentata da elementi fisici per avere delle composizioni equilibrate ma è possibile ricorrere anche ad aree complementari ottenute attraverso l’osservazione attenta della luce, ad esempio includendo nella composizione un  gioco di luci ed ombre.

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Foto Luigi Coluccia

Questo sopra è un chiaro esempio di simmetria orizzontale perfetta. Anche qui però la regole dei terzi è rispettata, basta sempre immaginare idealmente la griglia applicata all’immagine per vedere gli elementi chiave sulle linee di forza.

Altro esempio in cui oltre alla simmetria tra la parte sinistra del fotogramma e quella destra, si è cercato di far confluire le linee cadenti nei quattro vertici dell’immagine nel medesimo modo, così da conferire quel bilanciamento necessario a non rendere una bella immagine un’immagine eseguita male.

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Foto Luigi Coluccia

PROSPETTIVA

Ultimo aspetto fondamentale che analizzeremo in questo intervento è la prospettiva. Questa infatti, ha effetti significativi sulla percezione dell’immagine. Dirige l’occhio dell’osservatore verso un punto particolare del fotogramma. Una composizione sarà tanto più intelligente quanto più la prospettiva dirigerà l’occhio verso ciò che è realmente significativo dell’immagine e quindi bisognerà usare questo aspetto in maniera sapiente. Le linee di fuga, come sono comunemente chiamate, rappresentano appunto quegli appigli visivi che l’occhio seguirà. Affinché tutto funzioni e la guida sia efficace è necessario che non ci siano oggetti che “sfondano” il primo piano, ovvero troppo vicini alla camera cosi da distogliere l’occhio dall’effetto voluto.

Anche qui, alcuni esempi esplicativi.

Questa immagine di Massimo Cuomo, perfettamente simmetrica, con la prospettiva che porta l’occhio dall’alto verso il basso ha il duplice compito di portarlo dove l’immagine lo richiede e di conferirle profondità. Bellissimo vedere come concetti cosi semplici siano cosi influenti nella lettura di un’immagine.

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Foto di Massimo Cuomo

Come nell’immagine precedente, anche in questa l’occhio viene guidato sapientemente sul soggetto da una bella prospettiva, le simmetrie sono perfette e le linee cadono perfettamente nei quattro vertici dell’immagine.

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Foto da Web

Tutte queste accortezze devono necessariamente essere il pensiero principe prima di effettuare lo scatto, ma come abbiamo già ampiamente visto, i piccoli errori dovuti ai più disparati motivi potranno essere poi corretti in fase di post produzione.

 

 

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