Fotografare l’architettura – Lezione sette

Buongiorno a tutti, ci teniamo a ringraziarvi ancora una volta per la vostra presenza e la calorosa partecipazione a questo percorso a cui teniamo davvero molto. L’intento di questo corso come sapete è quello di avvicinare quante più persone possibili a questo particolare ed intrigante genere fotografico, quello rappresentato dalla fotografia d’architettura. Ma lasciamo ora la parola al Prof. Luigi Alloni che con questa settima lezione, ci spiega come realizzare una buona composizione fotografica, nel caso specifico in cui fosse nostro intendimento realizzare un’immagine d’architettura d’interni. Ancora una volta ringraziamo il Professore per l’estrema disponibilità dimostrata e il coraggio non comune di sapersi mettere in gioco misurandosi con un’impresa così complessa. Buon lavoro a tutti!!!

ArchiMinimal-Scuola-Lezione-7

La fotografia d’interni è caratterizzata dalla rappresentazione della progettazione degli spazi e degli oggetti all’interno di un luogo chiuso. Può essere di varia natura e riguardare un interno abitativo, un interno di tipo urbano come nella fattispecie di una stazione ferroviaria, di una rete metropolitana, di un centro commerciale o di tipo architetturale, moderno come nel caso di un albergo piuttosto che di uno spazio espositivo, o classico come per un museo, un teatro o una chiesa. Ogni ambiente ha il suo carattere, la sua luce, il suo colore, insomma la sua identità. La capacità di individuare questa identità e di riprenderla in maniera corretta, ci restituisce una buona immagine d’interni e rappresenta l’essenza di questo genere di fotografia.

Fotografare l’architettura d’interni rappresenta una vera e propria sfida per ogni fotografo, per realizzarla infatti si devono superare diverse insidie. Tra le più comuni ci sono senz’altro la scarsità di luce, gli spazi ristretti e la difficoltà di mantenere, anche in virtù di queste circostanze particolari, la verticalità delle linee. Si possono però creare composizioni interessanti e dinamiche, accurate rappresentazioni degli spazi ripresi con particolare attenzione e cura per i dettagli. Come ogni genere fotografico anche questo ha bisogno, per essere realizzato, di seguire alcune regole e il sempre puntuale ed egregio Professore Alloni ci spiegherà quali sono.

teatro-farnese-parma
Teatro Farnese Parma

Lezione Sette

Quando ci si trova nella condizione di voler realizzare una fotografia di interni, le prime difficoltà che si riscontrano sono rappresentate come detto dagli spazi ristretti a disposizione e dalla scarsità di luce. In questo caso più che in altri è indispensabile quindi diventare un tutt’uno con il luogo in cui abbiamo deciso di operare, prendere confidenza con le distanze, con gli spazi presenti, stabilire poi, quale dovrà essere la nostra composizione e come riprendere tutto ciò che ne farà parte.

Ci sono, come per ogni genere fotografico, delle regole da seguire, che proverò a riassumervi:

  • Composizione.
  • Gestione degli spazi e scelta del punto di ripresa.
  • Gestione della luce.
  • Gestione delle linee.
  • Obiettivi

La composizione. La composizione di questo tipo di immagini dovrà essere quanto più sobria ed elegante possibile. Gli spazi che sono rappresentati dagli ambienti interni, spesso offrono spunti fotografici di rilievo, le geometrie che li caratterizzano infatti non sono poi cosi’ diverse da quelle degli spazi esterni, ed anche qui si possono trovare giochi di linee, di luci ed ombre esattamente come all’esterno. Sfruttando inoltre, le prospettive offerte dalle tante situazioni che vi si possono trovare, si può senz’altro ottenere un’ottima composizione. Tutti gli elementi presenti dovranno essere presi in considerazione ai fini della valutazione del loro inserimento o meno nella composizione e l’eventuale presenza umana invece dovrà essere elemento caratterizzante atto ad impreziosire la nostra composizione ed essere trattata esattamente come già analizzato nelle lezioni precedenti. Indispensabile anche qui evitare di comprendere nella composizione elementi che possano fungere da disturbo ad una corretta lettura dell’immagine finale.

Gestione degli spazi. Il soggetto della nostra fotografia d’interni come detto può essere rappresentato da vari tipi di architettura, quella urbana, quella moderna o quella classica, ma può anche essere rappresentata da immagini di interior design. In ognuno dei casi citati, bisognerà sempre fare i conti con gli spazi a disposizione. Bisogna stabilire infatti il miglior punto di ripresa possibile; solitamente si sceglie di scattare da un angolo della stanza rispetto a un’inquadratura dal centro, per dare una visione d’insieme più realistica e maggiore dinamismo. Per quanto concerne il punto di vista, la stragrande maggioranza delle foto d’interni è realizzata ad altezza uomo ( circa 1,70 mt), a volte leggermente rialzata se sono presenti oggetti che ostacolano la nostra visuale o quella di design.

Gestione delle luci. Abbiamo già detto che una delle problematiche più evidenti di cui tener conto nella realizzazione di questo genere di fotografia è appunto la luce. Una corretta gestione di quella naturale presente e un migliore sfruttamento di quella artificiale saranno fondamentali per una buona riuscita del nostro scatto. Una buona illuminazione è sempre un problema per qualsiasi fotografo, in qualsiasi ambito si trovi a realizzare il suo scatto. Quando si tratta di luce naturale, a volte tutto quello che si deve fare è aspettare il momento perfetto per scattare la fotografia. Per questo genere fotografico invece non si tratta di aspettare, bisogna valutare quella presente e sfruttarla nel migliore dei modi. Un’immagine molto luminosa di un interno è sicuramente da preferirsi ad un’immagine scura e con poca luce, ma ottenere una buona illuminazione spesso richiede un aiuto esterno. La luce naturale che dovesse entrare da finestre o vetrate va gestita attraverso un corretto bilanciamento dell’esposizione atto a non creare disastri alla gamma dinamica. Al contrario, quando si fotografano ambienti con grandi finestre che permettono a tantissima luce di entrare, bisogna essere bravi nel bilanciare l’esposizione ed evitare disastri dal punto di vista della gamma dinamica.

the-backlight
The Backlight

Gestione delle linee. Il problema delle linee verticali, è lo stesso che abbiamo nella fotografia d’architettura, ovvero tendono tutte a diventare linee diagonali convergendo verso il centro (in alto o in basso) della fotografia. Il problema delle linee verticali si ha quando si inclina la fotocamera verso l’alto o verso il basso durante la composizione della scena e c’è ben poco da fare per risolverlo, soprattutto se lo spazio a vostra disposizione è limitato. Se infatti avete tanto spazio, il suggerimento è di arretrare il più possibile in modo da far sì che la macchina fotografica sia perfettamente parallela al pavimento. Anche salire su di un supporto (quindi alzare la fotocamera rispetto al suolo) può aiutare, riducendo l’effetto distorsivo sulle linee.

Obiettivi. In questo particolare genere di fotografia gli obiettivi più funzionali sono sicuramente i grandangoli. In questo caso le lunghezze focali migliori sono quelle che vanno dai 10 ai 24 mm. In spazi angusti infatti, possedere focali del genere ci permette di avere una maggiore possibilità di realizzare inquadrature efficaci. Sovente però, ci sarà anche l’opportunità di utilizzare obiettivi semitele per cogliere dei particolari, delle sezioni parziali d’ambiente, delle situazioni particolati di “umanità” presente. Ovviamente altra caratteristica fondamentale di cui devono esser dotati è quella della luminosità, più sono luminosi infatti meglio possono sopperire alla scarsità di luce normalmente presente. L’uso del cavalletto poi, anche in questo caso può risultare determinante per evitare le problematiche causate dall’effetto micromosso che potrebbe derivare dai tempi lunghi usati e dal tremolio naturale della mano. La gestione degli ISO invece dovrà essere valutata in virtù della effettiva necessità, della presenza più o meno del cavalletto e della gestione degli stessi da parte del nostro mezzo. In molti ambienti però non è possibile usare il cavalletto ed il comando remoto (musei, biblioteche, gallerie d’arte, case nobiliari, interno di castelli, ballatoi sotto o sopra scale interne di palazzi, e via dicendo), per cui, per sopperire all’eventuale scarsità di luce e per evitare tempi troppo lunghi che indurrebbero facilmente “al mosso”, occorrerà alzare gli ISO, o comunque gestirli al meglio.

Ecco alcuni esempi di fotografia di architettura d’interni e/o di design, con immagini scattate dal professor Luigi Alloni.

Esercizio

L’esercizio che vi chiedo di fare in questa settimana è il seguente: Caricate nel gruppo Scuola  un’immagine d’architettura d’interno – moderno, classico o urbano – oppure di interior design realizzata con le accortezze descritte nella lezione. Indicate come sempre nel post i dati di scatto, e se è stata fatta della post produzione e se sì con quale software. Grazie.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...