La Sedia Rossa e Blu di Thomas Gerrit Rietveld.

di Alessandra Bettoni

La storia di oggi comincia nel secolo scorso, più precisamente negli  anni ’20, quando un giovane falegname olandese figlio di un carpentiere, abbandona in giovane età la scuola per lavorare con il padre. La sua passione lo spinge a frequentare corsi serali di arte e architettura, lavora per un breve periodo presso un gioielliere e apre il proprio laboratorio. Questo giovane e ancora inesperto designer per primo concepisce l’idea di oggetti d’arredo fatti con poche assi di legno, consegnabili al cliente in un formato che rimanda ai moderni kit fai-da-te, facilmente assemblabili a casa. 

Non si tratta però del fondatore del fenomeno IKEA, bensì di Thomas Gerrit Rietveld (1888-1964), architetto, urbanista e geniale designer del ‘900, che assemblando 15 pezzi di legno ha realizzato una delle icone del design di tutti i tempi, la Sedia Rossa e Blu.

Il giovane designer realizza un primo prototipo della sedia già nel 1918, prima dell’incontro con Theo van Doesburg e Piet Mondrian, padri fondatori del gruppo De Stijl e del Neoplasticimo olandese, al quale successivamente aderisce, diventandone anche un esponente di spicco. La sedia viene prodotta nella sua versione “colorata” nel 1923 e diviene subito il simbolo indiscusso del movimento.

Dipinta con i colori primari ed il nero, questa sedia appare come la rappresentazione tridimensionale di un disegno di Mondrian. Il telaio è costituito da 15 listelli di legno laccato nero con testate gialle, sormontati uno sull’altro a formare una struttura lineare verticale e orizzontale, volta a contenere due assi di compensato laccate rispettivamente in rosso, lo schienale – e in blu, la seduta. La rigidità della seduta, sufficientemente confortevole per il relax, ma non adeguata per il sonno, rende l’oggetto d’arredo ideale per la lettura e la meditazione.

La sedia Rossa e Blu, insieme al Tavolo Rosso e Blu, è parte dell’arredo della Casa Schroeder di Utrecht, simbolo del Neoplasticismo architettonico e patrimonio dell’Unesco, progettata nel 1924 dallo setesso Rietveld.

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Casa Schroeder – T.G. Rietveld, 1924 – Fra gli arredi sono riconoscibili la sedia Rossa e Blu (a sinistra) e il Tavolo Rosso e Blu nell’angolo a destra.

Rietveld è un personaggio inusuale, visionario e accanito sperimentatore.

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Thomas Gerrit Rietvield – 1888-1964

«È un architetto onesto che si sforza di ottenere austerità, immaginazione e precisione. Ciò gli ha conferito un posto importante nello sviluppo contemporaneo».

(Le Corbusier)

Nella sua lunga e fruttuosa carriera, progetta una vasta serie di mobili e oggetti d’arredo – sedie, poltrone, tavoli, lampade, seggiole, culle e oggetti per bambini – con l’occhio visionario del design “utile e sociale” ed il gusto del DIY, tendendo sempre alla semplicità di costruzione e cercando di concepire le sue realizzazioni per la riproduzione in serie. Un sogno realizzato dopo la sua morte, quando la famiglia Rietveld cede a Cassina i diritti di produzione e vendita dei mobili e degli oggetti di arredo disegnati dal maestro.

Domitilla Dardi: “Retvield, uno dei più grandi maestri del ‘900

Art in Italy – La sedia rossa e blu

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